WONKA VS I GRILLI PARLANTI…

Mancano 13 giorni al ritorno della vostra amatissima nel paese del tricolore.
Siete contenti? Io non lo so se lo sono, diciamo che ho una nostalgia piuttosto vaga, ho nostalgia delle persone alle quali tengo, che sono quelle che vorrei in versione pocket size da portarmi sempre dietro, nominalmente sapete chi siete. Spendiamo una parola in più per quello che considero il mio migliore amico, e si, quel migliore sembra bambinesco ma ha sempre un senso attribuire un migliore a persone che se lo meritano. Ieri faceva gli anni e non ho potuto festeggiare adeguatamente, me ne rammarico.

Ora che abbiamo parlato di cose sdolcinate, torniamo ad essere le solite Wonka di sempre.
Parliamo delle cazzate che fa Wonka in Cina.
Che è un po’ il monotema del blog nell’ultimo periodo, nonostante stia vedendo un sacco di film e seguendo serie tv, non ho la forza di fare post impegnati di recensioni, mi va solo di parlare di cazzate, quindi procediamo.

Giovedì ho vissuto l’esperienza “cinese”, e per esperienza “cinese” parliamo di quelle cose schifose che uno si immagina che facciano i cinesi.
Ecco, talvolta non si tratta solo di mera immaginazione, sono cose che succedono veramente.
Ho mangiato : GRILLI.
Fritti, ma pur sempre grilli.

 Questo si chiama coraggio liquido e credetemi, se nella vostra vita avete sempre avuto il terrore atavico degli insetti, se anche una mosca produce in voi conati di vomito acuto, il coraggio liquido serve, a tonnellate, il veleno di mia scelta nella fattispecie è stata la tequila. Giusto per bruciare le papille gustative e perchè faceva un freddo della madonna.
 E questi sono loro, i grilli parlanti, ad essere del tutto sinceri, il sapore ricorda un po’ la corazza di un qualsiasi gamberetto, ecco, se riuscite a superare il disgusto di metterveli in bocca diciamo. Sono salati e croccanti e se uno chiude gli occhi e non ci pensa puoi sempre dire Hakuna Matata e pensare “mah, tanto sono proteine”.
Però una volta nella vita basta.

Inutile dire che fortunatamente, avevamo una cena di back up.

WHEN WONKA FINALLY DECIDES IT’S TIME TO POST!

Mi rendo conto che è un po’ di tempo che non faccio post cazzoni, dove vi dico cosa faccio e perchè lo faccio. Ovvero non parlo delle cose che sto facendo while nella terra molto rossa e molto comunista, mi rendo conto che dovrei scrivere a tutti qualcosa, però la mia memoria è flebile ed è occupata da una miriade di cose da studiare quindi, mi sa che vi tocca leggervi l’ennesimo post riassuntivo di “cosa cazzo fa Wonka in Cina”.

Tra un mese sono a casa.
Ho voglia di tornare a casa?La risposta immediata è, vorrei rivedere alcune persone, vorrei parlare con i miei amici, vorrei un po’ di tempo con loro, un po’ di tempo con la mia famiglia, passare il natale con loro e poi, poi via di nuovo.
Perchè qui ho una dimensione che è tutta mia, parlo in cinese, studio cinese, ho amici americani, gente che sa cosa sono i tv shows, gente che guarda film, l’unica italiana che frequento è la mia compagna di stanza e questo accade perché tra tutta la merda italiana ho trovato un’altra anima affine alla mia. Insomma, qui va tutto bene.

Va tutto bene se si fa finta che non odi gli altri italiani.
Va tutto bene se non penso al fatto che tra un mese me ne vado.
Va tutto bene se non fosse che sta per finire e che dopo mi aspetta l’ultima chiamata alle armi universitarie, esami e una tesi da scrivere.
E poi? E poi c’è il boh, quel boh che secondo i miei dovrebbe avere una risposta ben precisa ma che invece è assolutamente nebuloso e imperscrutabile.

Quindi, facciamo finta che vada tutto bene fino a che la realtà non verrà seriamente a rompere le palle.
Dopotutto la realtà è una noia paurosa e fino a che esiste Tumblr non è necessario affrontarla.
Parliamo di cose felici.
Tipo le cose fighe che mangio in Cina.
Lo so che magari qualcuno legge su facebook, ma per chi non avesse il supremo onore di avermi tra gli amici…well procediamo.

Questi sono dei ramen all’anatra, sono una delizia, sono il cibo degli dei, sono quella cosa buona e appetitosa che risolleva la giornata più brutta, hanno come unica contro indicazione che sono anche terribilmente bollenti e schizzano, se non mangiati con cura, rischiate ustioni multiple alla lingua!
Questi li vedete?Ecco questi si chiamano Baozi, dentro potete trovarci a)verdure b)una polpetta di appetitosa carne c)fagioli rossi (nella versione dolcino). Sono la colazione dei campioni o il pranzo degli occidentali. Nel mio caso è ovviamente la seconda!

Queste fettine di carne sono la nota anatra alla pechinese, anatra arrosto, da mangiare in dei mini pancakes che vi portano al tavolo. Squisita?Fuck yeah, ma secondo me non ci mangi abbastanza. Ti apre lo stomaco al punto giusto perchè tu abbia ancora famissima!
E no che non mi dimentico di loro, i ravioloni, la bontà divina, quello che quando siete al cinese ordinate costi quel che costi.
E qui quando parliamo di costi, ci aggiriamo intorno agli 80 centesimi per 8 ravioloni. Chiedetemi ancora perchè voglio rimanere per sempre in Cina dai. Fatelo.
Pensare con lo stomaco. Fatelo anche voi.

WHEN WONKA IS IN GUILIN (E ALTRE CAZZATE RANDOM).

Mi dicono che è un po’ che sono sparita dal radar blog, in effetti ultimamente sono una presenza vaga nel mondo di internet.Date pure la colpa alla Cina. Fatelo. Lo state facendo? Bene, parliamo un po’ di cose serie vah.

Ho fatto una settimana di vacanza, cioè, vacanza sulla carta, in realtà ho fatto una settimana di sfacchinata su e giù per le montagne cinesi, sotto la pioggia, con uno sbalzo di temperatura impressionante rispetto ai nostri attuali 27 gradi Nanchinesi.

Promemoria, se siete in Cina e intendete fare un viaggio, informatevi sul meteo, non solo del posto dove dovete andare ma anche dei dintorni, il meteo previsto per la mia meta infatti erano caldo e bel tempo, peccato esserci imbattuti però nella coda di un tifone che ha fatto disastro nelle Filippine. Divertente no?Alla fine credo che la pioggia, per quanto fastidiosa sia divertente, sì, guardatemi male, sono una di quelle persone li, una di quelle che preferisce il cattivo tempo al sole che ti fa sudare.

Proseguiamo, meta del viaggio Guilin, se non sapete dove e cosa è potete cercare su google images e wikipedia o accontentarvi della mia modesta spiegazione : “è un posto molto figo, pieno di montagne e fiumi, una tipica meta turistica cinese”. Infatti proprio come in ogni meta turistica che si rispetti, ci hanno spennati come polli. Ma non spoileriamo tutto. Partiamo dall’inizio di quella che da questo momento in poi verrà chiamata “vacanza”, le virgolette indicano ciò che sapete già, vacanza = poltrire, qui tutto ho fatto tranne che poltrire.

In principio fu un viaggio, un viaggio devastante e lunghissimo, 25 ore e mezza di treno, 25 ore e mezzo tra cinesi che sputano, mangiano e odorano di aglio e altre puzze varie, 25 ore con i finestrini bloccati, 25 ore stesi in una cuccetta che  sapeva da morto. Questo è il paradisiaco trenino cinese. Se da un lato infatti, le “ferrovie dello stato” cinesi, ti offrono i treni super veloci, dall’altro hai i treni vecchi e desfatti, che fanno di uno schifo atroce e che ti fanno venir voglia di morire per la lunghezza del viaggio.

Quando è finito quello, saresti già pronto per fare le valige e tornare a casa per quanto sei distrutto, però già che eravamo li, tanto valeva proseguire (cogliete il citazionone per 100 punti wonka).

Sotto la pioggia battente abbiamo scalato picchi e visitato grotte, siamo andati su zattere in legno a vedere la pesca con i cormorani, abbiamo mangiato cibo cucinato dentro stecche di bambù, ci siamo fatti spennare per bene nei locali di Guilin e ci siamo divertiti un sacco.Il bello di viaggiare con persone con cui stai bene infatti è che alla fine, può esserci tutto il cattivo tempo del mondo, ma se mentre ti batte la pioggia te la stai ridendo con gli amici, tutto è molto più semplice.

E qui introdurrei il tasto dolente del semestre estero. Amicizie a puttane, per l’ennesima volta. Ma basta!!Direte voi. Eppure ci siamo ancora. Cosa è cambiato dell’ennesimo rapporto di amicizia andato a fanculo? Beh credo che sia cambiata Wonka a sto giro. Niente più pippe, niente più “ommiodio ma perchè?!” basta, finish, altra persona via dal cerchio della fiducia e passa la paura. Tanto ho capito che questo è l’unico modo per evitare i classici due mesi di lutto. Rassegnarsi al fatto che certe persone, per quanto importanti, ci accompagnino solo per un periodo della nostra esistenza. Rallegrarsi della loro presenza nella nostra vita fino a che ci sono, e poi lasciarle andare. Il male supremo è aggrapparsi a rapporti morti, vivere in quello che era e non in quello che è.

E se quello che è, è merda, premere lo scarico e wash it all away. Credetemi, funziona, più o meno.

Certe volte, le persone possono sempre sorprendervi, tipo come i miei Power Rangers, che nonostante i continenti di distanza sono sempre con me. Sì, diciamocelo, mi mancano, ma è un mancare buono, perchè mi ricorda che ci sono persone che nonostante le mille miglia tengono a me come io tengo a loro. Special mention to my Honeybelle (non vogliatemene miei uomini) ma lei è quella che mi scrive sempre, quindi per l’odierna classifica, si becca il primo posto.

Ho detto tutto? Mi sa di sì, o forse no. Ma troverò un modo per aggiungere se altro mi sovviene in merito alla Wonka life nell’ultima quindicina di giorni. Intanto beccatevi una foto di Guilin.

PREVIOUSLY ON WONKA PLANET.

Wonka era in Cina.
Wonka è ancora in Cina.
Fine.
No in realtà no, fine un par di balle, solo che non voglio che il blog diventi un diario di viaggio di quello che mangio, quello che bevo e quello che compro nella terra molto rossa e molto comunista. Sa che noia dopo.
Sì perchè, pur essendo in Cina, non è che i miei gusti siano cambiati, sicchè quello che compro in Cina è quello che comprerei se fossi in Italia, con la sola differenza che qui i cofanetti dvd non costano una beata mazza. There you have it.

Parlando di cose serie, sono via da un mese, il che significa che mi rimangono solo 3 mesi per fare tutto quello che devo fare, cosa devo fare mi chiedete? Boh, lo scopriremo solo vivendo *giusto per essere banali e scontati, sì*. Quel che è certo è che stare qui mi sta chiarendo molto le idee sulle mie priorità.

Tipo che basta, mando affanculo l’università monto una clubhouse e via, io e i miei rangers ci diamo alla badassness. Ogni riferimento a Sons of Anarchy è puramente casuale.
Scherzi apparte, vivere mille miglia lontano ti chiarisce parecchio le idee su due cose : a) chi tiene veramente a te b)a chi tieni veramente tu. Sì, puntiamo sul banale e mieloso in questo post. Non fa mai male.

In verità vi dico (qualcuno si sente cristo oggi), se me la mettete in culo io vi ricompenserò con odio eterno e mazzate, perchè “ci sono conseguenze quando spezzi il cuore ad un killer bastardo”, e le conseguenze sono queste, non se ne esce, mi ritrovo a combattere con un orgoglio troppo più forte della mia volontà per far finta di nulla, quindi ecco, ora deal with the consequences bitches.

Devo aggiornarvi su altro?Ah si, i telefilm, è iniziata la nuova stagione che grazie a dio sto seguendo, dovremmo parlarne, ma direi che riserverò un post comulativo a tutte le news telefilmiche prossimamente sui piccoli schermi.
Contenti?Chiudo con un consiglio musicale che vi ho lasciati orfani per troppo tempo. Questa volta andiamo indietro nel tempo va.

WHEN WONKA IS IN NANJING.

Sono a Nanchino da circa una settimana, non è che non abbia momenti liberi, è che i miei momenti liberi attualmente sono occupati dal sentire le persone che vogliono sapere come sto, motivo per cui, ho trascurato un po’ il blog, dove leggono sia quelli che se ne fregano che quelli che invece conoscono solo le Wonka cazzate.

Procediamo con gli aneddoti della prima settimana a Nanchino.
Nota dolente, ho lezione dalle 8 di mattina alle 12, si pare niente a dirla così, immaginate di svegliarvi alle 7 tutti i giorni. LA MORTE. Che poi la mattina anche la sveglia più dolce del mondo sembra il verso di uno pderotattilo incazzato se ci fate caso. Generalmente queste mattine si svolgono con me che rotolo fuori dal lettino, e striscio in bagno a riempire il bollitore preparo un termos di Nescafè, mi vesto e striscio fuori con una faccia da sonno incredibile.

Perchè, manco a dirlo, non è che stiamo dormendo, io e la mia compagna di stanza stiamo maratonando The Good Wife, season 1&2. A lezione cercano di ucciderci.Non con il carico di studio, intendiamoci. Ci fanno sudare come delle bestie e poi quando si accorgono che l’ossigeno comincia a mancare e le magliette a pezzarsi di sudore, sparano l’aria condizionata sulle teste dei carissimi alunni. Sopravviverò.
Vogliamo parlare di cose che troverete certamente più interessanti?In Cina tutto o quasi costa nulla. Esempio?I dvd di the good wife season 1 e 2, li abbiamo pagati 6 euro, sono perfetti e hanno tutti i sub possibili.
Mangiare fuori?Circa 2 euro a testa, se vogliamo parlare di lusso sfrenato, una cena da 10 euro. Scandaloso quasi per gli standard medi eh.
L’unica cosa che costa come in Europa, sono le cose europee, H&M, Zara, etc etc non sono alla portata di tutti qui in terra molto rossa e molto comunista.
I free drinks -> se non bastasse il costo irrisorio dell’alcool in Cina, ad aggiungere danni permanenti al fegato, ci si mettono le serate free drinks, entrata 6 euro, drinks ad oltranza per tutta la notte. Bye bye fegato. Ah, devo aggiungere commenti sul costo irrisorio delle sigarette?No vero?
Curiosità varie -> In cina, non tutti posso permettersi i pannolini per i bambini, motivo per cui, la maggior parte degli infanti, gira con un pantalone che lascia scoperte le chiappette e permette una facile evaquazione in qualsiasi posto ci si trovi, inclusi i cestini dei centri commerciali. Provare per credere.
I fake market -> I fake market sono dei posti fantastici, anche conosciuti come il paese dei balocchi, potete trovarci praticamente di tutto, e quando dico di tutto, intendo veramente di tutto. Ogni genere di marca, ad ogni genere di prezzo, ovviamente falsissima, ma se andate a caccia, troverete il pezzo semi perfetto che stavate cercando. Miei cari, volete sapere altro?Ogni volta che mi metto giù a raccontare, mi sembra di non avere mai abbastanza aneddoti.

Forse dovrei parlare più di aneddoti personali, di quello che mi passa per la testa ogni tanto, non credo riuscirei a parlarne nel dettaglio però. La fase apatia emotiva continua, mi diverto con i miei amici, mi mancano determinate persone che sono in Italia, penso ai miei rangers e a quanto sarebbe bello averli con me, penso ad altra gente e mi chiedo cosa farebbe in questo momento, penso per un pò, poi però la grappa coreana spegne il cervello…e mi sveglio la mattina dopo come se nulla fosse successo.

WHEN WONKA IS IN SHANGHAI.

Ho aggirato il sistema, tipo, forse, ma si dai diciamoci anche di sì.
Sono nella terra molto rossa e molto comunista, se qualcuno se lo stesse ancora chiedendo, in questo momento in quel di Shanghai, ma quando posterò queste memorie potrei già essere a Nanchino.

 Il viaggio -> è stato lungo, è stato faticoso, è stato a tratti veramente un calvario. NO, STO MENTENDO, piuttosto spudoratamente. Trattasi di puro paradiso, insomma su entrambi gli aerei avevo tonnellate, non sto scherzando TONNELLATE, di serie tv e film di ogni genere, inutile dire che ho fatto una maratona di Simpson e Community, tanto per gradire insomma, ah si e ho visto anche un pezzo di Invictus che mi ha lasciata un po’ meh e ho concluso con quella merdaccia di Suckerpunch per prendere sonno.

Insomma, viaggia e viaggia, arriviamo, finalmente, in terra molto rossa e molto comunista, e qui il calvario è iniziato.

La metro-> centinaia di cinesi che ti spingono mentre tu sei con la valigia gigantesca. Piedi sono stati mozzati per uscire ed entrare dai vagoni della morte.

Trovare l’ostello-> avevamo le indicazioni, sulla carta 10 minuti a piedi, peccato che si siano rivelati circa 30, nel traffico di Shanghai, tra mille motorini, biciclette e macchine che passano senza guardare in faccia a nessuno e una puzza di fritto in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Terrore insomma. Arriviamo, stanchi, distrutti, con le vesciche alle mani e affamati.

Ci sistemano in delle camere da morti di fame con un tasso di umidità del 900%, roba che ti asciughi i capelli e quelli niente, rimangono bagnati, provi a piastrarli, non parliamone nemmeno. Ce le teniamo nella consapevolezza che tanto durerà poco.

Iniziamo l’esplorazione -> Su e giù, su e giù per quella che si chiama Nanjing road, ad est c’è il fake market, ovvero il mercato di tutte le cose cialtrone e fasulle che trovate in Cina dove la parola d’ordine è CONTRATTARE, contrattare fino alla morte, farvi abbassare il prezzo e comprare tutto ciò che desiderate a pochissimo. Tipo un paio nuovo di converse perfette alla modica cifra di 5 euro.
Nanjing road ovest è la strada dei negozi fighi, quelli che sono un po’ più di lusso e dove non trovate roba contraffatta insomma, i prezzi sono più o meno nello standard italiano, anche li tuttavia, strizzando bene l’occhio, trovate l’offertona, tipo le maglie dei cavalieri dello zodiaco originali al 1×2, prezzo in euro 5. Dopo la sezione shopping c’è stata quella esplorazione turistica vera e propria.
Il distretto del Bund è la City di Shanghai, grattacieli enormi, giganteschi e imponenti vi sommergeranno e vi faranno sentire piccoli piccoli. Abbiamo anche fatto il tunnel psichedelico sotto il fiume, ecco, se avete occasione NON FATELO. Se invece volete farvi questa schifezza, occhio, tenteranno di fottervi facendovi pagare di più. Questo mi da lo spunto per saltare la parte dell’acquario e parlarvi di un’altra cosa caratteristica della Cina. La truffa allo straniero.

La truffa -> Truffare uno straniero non è troppo difficile, sopratutto se lo straniero è uno sprovveduto e non sa il cinese. Le trappole sono ovunque. Cercheranno di scroccarvi soldi, prendervi il portafogli, derubarvi in ogni modo (e vi sfido a dire che Napoli è peggio eh) e sopratutto v’intorteranno con storie assurde costringendovi a sborsare. In nessuno di questi casi, dovete aprire il portafogli.
Truffe sventate a Shanghai :
“La casa del Thè” -> Due cinesi si avvicinano e attaccano bottone, cominciano a parlarvi in maniera amichevole, magari spiccicano anche due parole d’inglese, miracolo. Voi entusiasti ci parlate, poi vi accorgete che cominciano a chiedervi informazioni sempre più dettagliate fino al mistico momento in cui eccoli, vi propongono di andare a fare uno spuntino in una casa da thè, in questo caso, due cose possono succedere, a) ve ne andate con una scusa, b) dite di sì e vi fate spennare qualcosa come 500 euro per una cerimonia del thè. Io ho scelto la A (perchè sapevo da passate esperienze di amici truffati però, quindi fate anche voi tesoro di questi consigli).

“La truffa del carrellino delle valige” -> in genere richiede un complice, il complice è il tassista che vi accompagna in stazione. Il tassista vi fa smontare in quello che sembra un parcheggio per taxi, proprio davanti a dei simpatici omini che prelevano la vostra valigia, buttano un occhio al biglietto e cominciano ad incitarvi a correre per arrivare in tempo al treno che state perdendo (cosa alquanto strana vista la mezz’ora di anticipo). Arrivati ad un banchetto, vi chiedono circa 20 euro, per portarvi le valige al binario, in nessun caso, nessuno, dovete pagare, è una truffa e chiaramente farete in tempo per prendere il treno.

“La truffa del bigliettaio” -> una persona X, che sembra totalmente legittimata a fare quello che sta facendo grazie ad un finto cartellino dotato anche di numero di serie e foto, cercherà di vendervi biglietti per le attrazioni turistiche ad un “prezzo di favore”, i biglietti che avrà in mano saranno sgualciti e sopratutto usati.  C’è bisogno che vi dica di NON comprarli da lui?Ecco a quanto pare dovevo dirlo ad una mia amica che era già pronta a sganciare denaro sonante.

Note simpatiche della prima parte di questo viaggio, qui tutti mi prendono per cinese, addirittura un giapponese mi ha fermata per strada chiedendomi le indicazioni per raggiungere il museo di Shanghai, e un simpatico ometto che ci guidava al mercatino non credeva che io fossi una studentessa italiana. Mah. Devo veramente chiedere a mia madre un certificato di nascita? T_T

Su queste note concludiamo la prima parte delle avventure di Wonka in terra molto rossa e molto comunista. Nel prossimo capitolo, “Traveling from Shanghai to Nanjing and settling” con annesso un capitolo sul cibo.

Baci con gli occhi a mandorla.